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Marcello Colopi La dignità. Lettera di Giuseppe Di Vittorio
Sinossi Natale 1920. In un umile pianterreno di Cerignola, nella casa di Giuseppe Di Vittorio, arriva un dono inatteso: un cesto traboccante di viveri, inviato dal potente agrario Giuseppe Pavoncelli. A riceverlo è Carolina Morra, mentre il marito è assente. In quella casa, segnata dalla povertà e dalla recente nascita della piccola Baldina, quel gesto potrebbe sembrare un atto di generosità. Ma non lo è. Quando rientra, Di Vittorio -bracciante, sindacalista e già figura centrale nelle lotte contadine- compie una scelta destinata a lasciare il segno: rifiutare quel dono. Il 24 dicembre 1920, mette per iscritto la sua risposta in una lettera destinata all’amministratore dei Pavoncelli. Un gesto semplice, ma carico di significato. Da questo episodio prende avvio un’indagine che attraversa l’Italia del primo dopoguerra, tra conflitti sociali, coscienza di classe e costruzione dell’identità sindacale. La lettera non è più solo un documento: diventa la chiave per leggere un’epoca e le tensioni profonde tra potere e dignità, tra paternalismo e rivendicazione dei diritti. Con uno sguardo rigoroso e al tempo stesso narrativo, il libro restituisce forza e attualità a un gesto di rifiuto che si trasforma in atto politico, simbolo di resistenza e di emancipazione collettiva
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Nicorelli editore | Storia Locale
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2021- Nicorelli editore | Storia/Biografia
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2022- Nicorelli editore | Storia Locale
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2005 – Nicorelli editore | Saggistica
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2018 – Nicorelli editore | Storia Locale
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2012 – Nicorelli editore | Fumetto
Rinaldi Rossella
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2006 – Nicorelli editore | Storia Locale
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2009 – Nicorelli editore | Storia Locale
Natale 1920. In un umile pianterreno di Cerignola, nella casa di Giuseppe Di Vittorio, arriva un dono inatteso: un cesto traboccante di viveri, inviato dal potente agrario
Giuseppe Pavoncelli. A riceverlo è Carolina Morra, mentre il marito è assente. In quella casa, segnata dalla povertà e dalla recente nascita della piccola Baldina, quel gesto
potrebbe sembrare un atto di generosità. Ma non lo è. Quando rientra, Di Vittorio -bracciante, sindacalista e già figura centrale nelle lotte
contadine- compie una scelta destinata a lasciare il segno: rifiutare quel dono.
il 24 dicembre 1920, mette per iscritto la sua risposta in una lettera destinata all’amministratore dei Pavoncelli. Un gesto semplice, ma carico di significato.
Da questo episodio prende avvio un’indagine che attraversa l’Italia del primo dopoguerra, tra conflitti sociali, coscienza di classe e costruzione dell’identità sindacale.
La lettera non è più solo un documento: diventa la chiave per leggere un’epoca e le tensioni profonde tra potere e dignità, tra paternalismo e rivendicazione dei diritti.
Con uno sguardo rigoroso e al tempo stesso narrativo, il libro restituisce forza e attualità a un gesto di rifiuto che si trasforma in atto politico, simbolo di resistenza e di
emancipazione collettiva.
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